Derattizzazione Bio · Topi in cantina

Derattizzazione senza veleni per la casa

Topi in cantina: perché ci vanno e come liberarsene

La cantina è il punto da cui parte la maggior parte delle infestazioni domestiche, e per una ragione precisa: è l’ambiente che i roditori scelgono per primo. Temperatura stabile, buio, nessuno che passa per settimane, cartone da rosicchiare e spesso un accesso diretto verso l’esterno.

Il problema è che una cantina non si guarda tutti i giorni. Un nucleo può insediarsi, riprodursi e organizzare i propri percorsi per mesi prima che qualcuno noti qualcosa — e quando lo si nota, di solito è perché il problema è già salito ai piani abitati.

Qui trovi come riconoscere i segnali in cantina, da dove entrano concretamente, cosa fare e cosa togliere, e come si affronta la situazione quando la cantina è condominiale e la decisione non dipende solo da te.

Locale contatori e cantina condominiale con stazione di monitoraggio per roditori
In sintesi

La cantina offre tutto insieme: buio, temperatura stabile, nessun disturbo, cartone da rosicchiare e accessi verso l’esterno. I segnali da cercare sono escrementi lungo le pareti, cartoni rosicchiati agli spigoli, materiale sfilacciato accumulato, aloni untuosi all’altezza del battiscopa e odore acre negli ambienti chiusi. Cosa fare subito: sostituire il cartone con contenitori rigidi sollevati dal pavimento, togliere alimenti e cibo per animali, non spostare tutto in massa prima del sopralluogo. La parte decisiva è chiudere bocche di lupo, griglie e passaggi impianti: senza quello la cantina si ripopola.

Chiama lo 0584 433 198Leggi le recensioniRichiedi un sopralluogoValutazione gratuita · Toscana e provincia di Lucca

Gli angoli che si trascurano

Perché scelgono la cantina

La prima è la stabilità termica. Un locale interrato oscilla poco durante l’anno: è fresco d’estate e relativamente tiepido d’inverno, condizione ideale per svernare e per allevare i piccoli.

Quattro condizioni che si trovano solo qui

La seconda è l’assenza di disturbo. Una cantina viene aperta poche volte l’anno, spesso di giorno e per pochi minuti. Per un animale crepuscolare e diffidente significa un territorio praticamente libero.

La terza è il materiale da nido: cartone, carta, tessuti, imbottiture, isolante. Le cantine sono per definizione il posto dove finisce quello che non si butta, e ogni scatolone è materia prima.

La quarta, la più importante dal punto di vista tecnico, è la vicinanza agli accessi esterni. Le cantine hanno bocche di lupo, griglie di aerazione, passaggi di impianti che escono dal muro perimetrale e a volte collegamenti diretti con la rete fognaria: sono al confine tra fuori e dentro.

Materiale di nido costruito con carta e cartone rosicchiato in un locale interrato

In breve

I segnali da cercare, con la torcia

Escrementi di topo su un ripiano della dispensa accanto a riso e pasta

Il primo strumento non è un prodotto, è una torcia. Va tenuta bassa e radente, quasi appoggiata al pavimento: la luce laterale rivela aloni untuosi e impronte nella polvere che con l’illuminazione dall’alto non si vedono.

Cinque indizi, e come guardarli

Cerca cinque cose. Escrementi lungo le pareti e negli angoli, non al centro. Cartoni rosicchiati agli spigoli, che è il punto da cui i roditori attaccano una scatola. Materiale sfilacciato accumulato in un angolo riparato o dentro una scatola: è un nido, non disordine.

Poi gli aloni untuosi sul muro all’altezza di due o tre centimetri dal pavimento, prodotti dal pelo che sfrega ripetutamente sulla stessa traiettoria: indicano un percorso abituale, non un passaggio occasionale. Infine l’odore: acre, ammoniacale, percepibile appena si apre la porta di un locale chiuso.

Se trovi tracce, non pulire tutto. Lascia intatto almeno un punto: serve al tecnico per stabilire quali percorsi sono attivi in questo momento e quali sono vecchi. Il metodo di lettura completo è nell’articolo su come capire se hai i topi.

Da dove entrano

Da dove entrano concretamente

Le bocche di lupo sono il primo sospetto: spesso hanno griglie a maglia larga o danneggiate, e affacciano su un pozzetto dove si accumulano foglie e umidità. Per un roditore sono una porta.

Quattro accessi tipici delle cantine

Le griglie di aerazione a filo del terreno esterno sono il secondo: nate per ventilare, hanno maglie che un topolino domestico attraversa senza difficoltà. Il terzo sono i passaggi degli impianti — tubazioni idriche, cavi elettrici, scarichi — che escono dal muro perimetrale con fori mai sigillati a dovere.

Il quarto, tipico dei ratti più che dei topolini, è il collegamento con la rete fognaria attraverso chiusini interni, pozzetti non sigillati o sifoni asciutti. È la via descritta nell’articolo sui topi di fogna e pantegane.

Da non dimenticare la via interna: la porta della cantina e il vano scale. Una porta con luce inferiore di un centimetro e mezzo è un accesso, e da lì il percorso continua verso i piani abitati lungo cavedi e colonne impiantistiche.

Punti di ingresso dei topi negli edifici: griglie, passaggi impianti e fessure nel perimetro
Chiama lo 0584 433 198Scrivici su WhatsAppRichiedi un sopralluogoUn tecnico legge le tracce sul posto e ti dice cosa sta succedendo davvero

Come funziona

Cosa togliere e come riorganizzare

Se dovessimo indicare una sola cosa da cambiare in cantina, sarebbe questa: eliminare il cartone. È il materiale più facile da rosicchiare, il preferito per costruire il nido e quello che nasconde meglio le tracce. Sostituirlo con contenitori rigidi in plastica con chiusura elimina insieme il rifugio e la materia prima.

Scatoloni di cartone rosicchiati e materiale accumulato in un locale di deposito

Il secondo intervento è sollevare tutto dal pavimento. Scaffali metallici con il primo piano a venti-trenta centimetri da terra rendono visibile il perimetro e togliono lo spazio protetto dietro le scatole. Questo cambia anche la lettura delle tracce: su un pavimento libero si vede tutto.

Il cartone è il problema principale

Il terzo: togliere gli alimenti. Conserve, patate, cibo per animali, sacchi di semi o mangime. Se devono restare, vanno in contenitori rigidi chiusi e sollevati. Tessuti e imbottiti in scatoloni aperti vanno spostati o protetti.

Come riorganizzare in mezza giornata

Un avvertimento pratico sull’ordine delle operazioni: non svuotare tutta la cantina prima del sopralluogo. Movimentare in massa disperde gli animali verso altre aree e cancella le tracce che servono a capire i percorsi. Prima si guarda, poi si riorganizza.

Dicono di noiOltre 1.000 strutture e famiglie ci hanno già sceltoRecensioni pubbliche e verificate: non le selezioniamo noi, le scrivono i clienti su Trustpilot.
★★★★★Valutazione Eccellente · 4,8 su 5

Cosa sapere

Se la cantina è condominiale

Qui la situazione si complica, e non per motivi tecnici. Cantine, corridoi interrati, locali contatori e vani tecnici sono aree comuni: l’intervento va deliberato dall’assemblea e la spesa ripartita. Il singolo condòmino può mettere in sicurezza il proprio box, ma non può sigillare una bocca di lupo comune né trattare il corridoio.

Dove finisce la tua responsabilità

Il risultato tipico è la situazione che vediamo più spesso: cinque proprietari che affrontano lo stesso problema separatamente, ognuno nel proprio box, ognuno convinto che il vicino non faccia nulla. Il nucleo resta nelle aree comuni e ruota tra i box, e nessuno dei cinque interventi chiude il problema.

Il modo efficace di portare la questione in assemblea non è descrivere il fastidio, è portare due elementi concreti. Il primo: le tracce documentate nelle aree comuni, con foto e posizioni. Il secondo: il confronto economico tra un intervento coordinato una volta e interventi individuali ripetuti ogni anno, che a distanza di due anni non è un confronto.

✗ Esche nelle pareti

  • Aree comuni · cantine, corridoi, locale contatori, vani tecnici, perimetro
  • Il singolo può mettere in sicurezza solo il proprio box
  • Interventi individuali · il nucleo ruota tra i box e non si chiude
  • Documenta le tracce nelle aree comuni con foto e posizioni
  • Porta il confronto economico · coordinato una volta vs individuali ripetuti
✓ Cattura agli sbocchi + esclusione

  • Attività al piano terra · se alimentari, è un tema di conformità
  • Amministratore · va coinvolto con una segnalazione scritta
  • Preventivo unico · più semplice da deliberare di cinque preventivi diversi
  • Sigillatura del perimetro · possibile solo a livello condominiale
  • Verifica finale documentata · utile per chiudere la discussione
Attenzione · Rischio reale

Come portare il tema in assemblea

Un terzo argomento pesa più di entrambi se nel condominio ci sono attività commerciali al piano terra: un’attività alimentare con presenza di roditori nelle aree comuni ha un problema di conformità, non di fastidio.

Topi ed effetti dei rodenticidi: cosa accade dopo l’ingestione dell’esca
I danni che restano quando il problema non viene chiuso davvero

Il tema è trattato in modo completo nell’articolo sulla disinfestazione dei topi in condominio, comprese le questioni di ripartizione della spesa.

Chiama lo 0584 433 198Scrivici su WhatsAppRichiedi un sopralluogoInterventi certificati ISO 9001 e ISO 14001 · compatibili con la casa e gli animali
Il metodo Ekonore

Il metodo Ekonore senza veleni

Le cantine sono l’ambiente in cui la scelta del metodo produce la differenza più evidente. Con le esche l’animale muore nel punto più protetto: dentro un’intercapedine, sotto un pavimento, dietro un tramezzo di un locale chiuso e spesso umido.

In cantina la differenza si sente, letteralmente

Il risultato è un odore che raggiunge i piani abitati attraverso cavedi, colonne impiantistiche e vani scale, e che dura settimane. In un condominio diventa immediatamente un problema di tutti. Il tema è nell’articolo sul topo morto e l’odore.

Il nostro metodo non usa rodenticidi: gli esemplari vengono rimossi fisicamente con dispositivi posizionati sui camminamenti reali e ogni cattura viene registrata con data e punto. Nessuna carcassa nelle strutture, e un dato certo su quando il problema è chiuso.

Zero rodenticidinegli ambienti interni, mai
Catture tracciateogni dispositivo numerato e registrato
Sicuro per bambini e animalinessun residuo sulle superfici
Stazione di monitoraggio numerata installata in un locale interrato condominiale
Stazione di monitoraggio numerata installata in un locale interrato condominiale.

Perché chiamare noi

Perché la cantina va trattata dall’esterno

La cantina è il punto da cui i topi salgono verso il resto dell'edificio: umidità, materiali accatastati e passaggi impiantistici la rendono l'ambiente ideale. La mettiamo in sicurezza partendo dai varchi, non solo dai dispositivi di cattura.

Le foto qui sotto sono nostri interventi reali, non immagini d’archivio.

IN CASAIntervento Ekonore: nessun veleno dove vivi
Nessun veleno dove viviDentro casa usiamo solo cattura meccanica e monitoraggio. Nessun rischio per bambini e animali domestici, nessuna carcassa che marcisce dentro un muro.
PERIMETROIntervento Ekonore: si chiude da fuori
Si chiude da fuoriIl roditore entra da un varco: bocca di lupo, passaggio di tubazioni, sottoporta. Intercettiamo fuori e sigilliamo, altrimenti la pressione rientra.
BONIFICAIntervento Ekonore: dopo la rimozione, la pulizia
Dopo la rimozione, la puliziaEscrementi e urina vanno rimossi in sicurezza: è la parte che riduce davvero il rischio sanitario, e quasi nessuno la fa.
TRACCIABILITÀIntervento Ekonore: ti lasciamo per iscritto cosa è stato fatto
Ti lasciamo per iscritto cosa è stato fattoVerbale di ogni passaggio, con posizione dei dispositivi e azioni correttive. Nessuna promessa a voce.
  • Impresa iscritta al Registro delle Imprese per i servizi della L. 82/1994, non un generico «disinfestatore».
  • Valutazione tecnica con identificazione della specie e mappa dei varchi, prima di qualsiasi preventivo.
  • Piano scritto e firmato dalla responsabile scientifica, Dott.ssa Linda Abenaim, entomologa (PhD).
  • Certificazioni con numero di registrazione verificabile.
  • Recensioni pubbliche su Trustpilot: non le selezioniamo noi.

Il modo più veloce per capire cosa serve è farci dare un’occhiata: chiamaci allo 0584 433 198 oppure scrivici, ti richiamiamo noi.

Come lavoriamo

Come si svolge l’intervento

Nelle cantine il peso si sposta sulla quarta fase: la sigillatura degli accessi esterni. È lì che si decide se il risultato dura o se la cantina si ripopola nella stagione successiva.

1
1 · Sopralluogo, tracce interne e verifica del perimetro Identificazione della specie, del percorso dentro l’intercapedine e di tutti i punti di uscita, con ispezione dei cavedi e dei passaggi impiantistici.
2
2 · Mappa dei percorsi e degli accessi esterni Postazioni di multicattura installate sugli sbocchi reali e riportate in planimetria, senza rodenticidi negli ambienti di vita.
3
3 · Rimozione degli esemplari senza rodenticidi Controlli a cadenza programmata con registrazione di data, postazione, specie e numero di esemplari.
4
4 · Sigillatura di bocche di lupo, griglie e passaggi Sigillatura di cavedi, passaggi di tubazioni e fessure con reti in acciaio inox e malta: mai prima, per non murare esemplari vivi.
5
5 · Sanificazione e verifica finale documentata Cibo, acqua e accessi esterni messi sotto controllo per togliere ai roditori il motivo di risalire.
Tecnico disinfestatore mostra il preventivo di derattizzazione al cliente in cucina

Cinque fasi, con il perimetro come priorità

La valutazione iniziale è sempre gratuita. Il sopralluogo tecnico, quando necessario, ha un costo che viene scalato dal prezzo dell'intervento finale.

Senti rumori dentro il muro o sopra il controsoffitto?

Un tecnico specializzato individua il percorso e i punti di uscita senza demolire, e ti propone un piano bio senza veleni, compatibile con bambini e animali domestici.

Errori da evitare

Gli errori più comuni

Sono errori che rendono la cantina un problema ricorrente invece di un problema risolto.

Da evitare assolutamente

  • Svuotare tutto prima del sopralluogo: disperde gli animali e cancella le tracce
  • Mettere esche in cantina perché “non ci vive nessuno”: la carcassa arriva ai piani
  • Lasciare il cartone: rifugio e materia prima per il nido
  • Trattare solo il proprio box in un condominio: il nucleo ruota nelle aree comuni
  • Ignorare le bocche di lupo: è l’accesso più frequente e il più facile da chiudere
  • Chiudere gli accessi subito, murando dentro gli animali già presenti

Casi veri

Casi reali documentati

Condominio di dodici unità, Lucca. Tre proprietari avevano trattato il proprio box separatamente per mesi. Il nucleo era nel corridoio interrato comune, con accesso da una bocca di lupo priva di rete. Intervento unico: nove catture in quindici giorni e due accessi sigillati.

Villetta con cantina, Versilia. Cartone accatastato da anni e sacchi di mangime per galline. Riorganizzazione con contenitori rigidi su scaffali, cinque catture in dieci giorni, griglia di aerazione messa in rete.

Chiusino e pozzetto esterno, punto di collegamento tra rete fognaria e locali interrati

Caso 1 · Stabilimento alimentare, PiemontePerimetro esterno presidiato con 22 postazioni di sicurezza ancorate e area interna coperta da 14 dispositivi di multicattura, integrati da lampade UV e trappole a feromoni. Soglia di allarme fissata a un solo esemplare per postazione: al superamento scatta l’azione correttiva immediata. Il perimetro intercetta prima che il problema entri.
Locale contatori condominiale con dispositivo di monitoraggio a battiscopa

Caso 2 · Piattaforma logistica alimentare, CalabriaSette postazioni esterne a presidio del perimetro e diciassette postazioni interne convertite da esca a multicattura, con lampade UV e trappole a feromoni per il monitoraggio degli infestanti volanti. La conversione elimina il rodenticida dagli ambienti frequentati e rende ogni cattura tracciabile e verificabile in audit.

Palazzina con attività alimentare al piano terra, provincia di Pisa. Tracce nel vano contatori comune. Intervento senza rodenticidi con registro documentale, utilizzabile dall’attività nel proprio piano di autocontrollo.

Chiama lo 0584 433 198Scrivici su WhatsAppRichiedi un sopralluogoParla con chi progetta il piano, non con un call center
Testimonianze
Sentivamo correre sopra il controsoffitto tutte le notti

«Avevamo già provato le esche in cucina, senza risultato: il rumore continuava. Il tecnico ha capito che il passaggio era dietro la colonna di scarico e ha messo i dispositivi proprio lì, non in cucina. Due catture, un mese di controlli, poi ha sigillato. Non abbiamo aperto nemmeno un pezzo di cartongesso.»

Famiglia M. · Appartamento con controsoffitto, provincia di Lucca

Mantenerlo nel tempo

Come tenerla libera nel tempo

Il primo intervento è la chiusura degli accessi: rete metallica a maglia fine su bocche di lupo e griglie di aerazione, sigillanti adeguati sui passaggi degli impianti, chiusini integri e sifoni non asciutti. Mai schiuma poliuretanica da sola: viene rosicchiata in poche notti.

Tre interventi una volta, una verifica ogni sei mesi

Il secondo è la riorganizzazione dei contenuti: contenitori rigidi al posto del cartone, tutto sollevato dal pavimento su scaffali, perimetro libero e ispezionabile, nessun alimento conservato sciolto.

Il terzo riguarda l’umidità, che conta più di quanto si pensi: risolvere infiltrazioni e ristagni rende l’ambiente meno ospitale e riduce anche il rischio sanitario, come spieghiamo nell’articolo sulla leptospirosi.

La verifica da ripetere è semplice: due volte l’anno, a fine estate e a inizio inverno, una passata con la torcia lungo il perimetro per intercettare una rete che si stacca o una traccia nuova. L’elenco completo è nella guida su come prevenire i topi.

Materiali per sigillare gli accessi di una cantina: rete metallica e sigillante
Il metodo, in video

Guarda come lavoriamo

Due video per vedere come lavoriamo davvero: dispositivi a multicattura al posto delle esche, e i controlli che dicono quando il problema è chiuso.

Derattizzazione HACCP senza veleni — il protocollo bio certificato per cucine, magazzini e aree di servizio.
Monitoraggio degli infestanti — come funziona il piano che tiene sotto controllo la struttura tutto l’anno.

Dicono di noi

Chi ha liberato cantina e spazi comuni

Recensioni pubbliche e verificate su Trustpilot: non le selezioniamo noi.

Valutazione Eccellente · 4,8 su 5

★★★★★

Ottimo servizio, efficace e competente.

Maurizio Coccia

★★★★★

Servizio impeccabile. Precisi, puntuali e professionali.

Stefano Corvara

★★★★★

Intervento efficace e puntuale, professionale. Grazie.

Cliente verificato

★★★★★

Personale molto educato, competente e collaborativo.

Enrico

Dott.ssa Linda Abenaim, entomologa Ekonore

Il nostro team · A cura di

Dott.ssa Linda Abenaim — Entomologa

Entomologa e responsabile tecnica dei piani di monitoraggio Ekonore. Coordina interventi di derattizzazione ecologica su abitazioni private, aree verdi e stabilimenti alimentari, dove i piani di controllo dei roditori vengono verificati in audit secondo gli standard HACCP, BRCGS, IFS e ISO 22000.

Il principio è sempre lo stesso: un intervento vale quanto i dati che produce. Se non sai quanti esemplari hai catturato, dove e quando, non stai risolvendo un problema: lo stai rimandando.

ISO 9001ISO 14001Reg. CE 852/2004HACCPL. 82/1994D.M. 274/1997

Le domande che ci fate

Domande frequenti sui topi in cantina

Perché offre tutto quello che cercano in un unico posto: temperatura stabile, buio, poco disturbo umano, materiale da rosicchiare per il nido e spesso accessi diretti verso l’esterno o verso la rete fognaria. È l’ambiente dove un nucleo può insediarsi per mesi senza essere notato.

I segnali più affidabili sono escrementi lungo le pareti e negli angoli, cartoni rosicchiati agli spigoli, materiale sfilacciato accumulato in un punto riparato, aloni untuosi sul muro all’altezza del battiscopa e un odore acre di ammoniaca negli ambienti chiusi. Serve una torcia tenuta bassa e radente: la luce dall’alto non rivela aloni e impronte.

Le cantine e i vani tecnici comuni sono aree condominiali, quindi l’intervento va deliberato e ripartito tra i condòmini. Il singolo proprietario può mettere in sicurezza il proprio box, ma finché le aree comuni restano permeabili la pressione continua. È il caso in cui l’intervento coordinato costa meno di cinque interventi individuali ripetuti.

È il ragionamento più comune e resta sbagliato per tre motivi: la carcassa si decompone in un ambiente chiuso e spesso umido, con odore che raggiunge i piani abitati attraverso vani e cavedi; non ottieni nessun dato su quanti animali fossero presenti; e in una cantina possono entrare gatti, cani e bambini più spesso di quanto si pensi.

Il cartone è il materiale peggiore: si rosicchia facilmente ed è il preferito per costruire il nido. Va sostituito con contenitori rigidi in plastica con chiusura, sollevati dal pavimento su scaffali. Poi vanno eliminati alimenti e cibo per animali conservati lì, tessuti in scatoloni aperti e cumuli di materiale non movimentato da anni.

Con un monitoraggio corretto la rimozione richiede in genere due o tre settimane. La variabile che pesa di più non è il numero di dispositivi ma la chiusura degli accessi: bocche di lupo, griglie di aerazione, passaggi degli impianti e chiusini. Senza quella, la cantina si ripopola dall’esterno.

Perché offre tutto quello che cercano in un unico posto: temperatura stabile, buio, poco disturbo umano, materiale da rosicchiare per il nido e spesso accessi diretti verso l’esterno o verso la rete fognaria. È l’ambiente dove un nucleo può insediarsi per mesi senza essere notato.

I segnali più affidabili sono escrementi lungo le pareti e negli angoli, cartoni rosicchiati agli spigoli, materiale sfilacciato accumulato in un punto riparato, aloni untuosi sul muro all’altezza del battiscopa e un odore acre di ammoniaca negli ambienti chiusi. Serve una torcia tenuta bassa e radente: la luce dall’alto non rivela aloni e impronte.

Le cantine e i vani tecnici comuni sono aree condominiali, quindi l’intervento va deliberato e ripartito tra i condòmini. Il singolo proprietario può mettere in sicurezza il proprio box, ma finché le aree comuni restano permeabili la pressione continua. È il caso in cui l’intervento coordinato costa meno di cinque interventi individuali ripetuti.

È il ragionamento più comune e resta sbagliato per tre motivi: la carcassa si decompone in un ambiente chiuso e spesso umido, con odore che raggiunge i piani abitati attraverso vani e cavedi; non ottieni nessun dato su quanti animali fossero presenti; e in una cantina possono entrare gatti, cani e bambini più spesso di quanto si pensi.

Il cartone è il materiale peggiore: si rosicchia facilmente ed è il preferito per costruire il nido. Va sostituito con contenitori rigidi in plastica con chiusura, sollevati dal pavimento su scaffali. Poi vanno eliminati alimenti e cibo per animali conservati lì, tessuti in scatoloni aperti e cumuli di materiale non movimentato da anni.

Con un monitoraggio corretto la rimozione richiede in genere due o tre settimane. La variabile che pesa di più non è il numero di dispositivi ma la chiusura degli accessi: bocche di lupo, griglie di aerazione, passaggi degli impianti e chiusini. Senza quella, la cantina si ripopola dall’esterno.

Prova, non promessa

I nostri numeri

Le nostre certificazioni, con i numeri di registrazione

Nel nostro settore le certificazioni si mostrano come loghi in fondo alla pagina. Noi le scriviamo una per una, con il numero di registrazione: così le puoi verificare e non devi fidarti di un’immagine. Ente di certificazione: Kiwa.

KIWACERTIFIED

UNI EN 16636

Servizi di controllo e gestione delle infestazioni. Base del marchio CEPA Certified.

ALI 02122 - PM

KIWACERTIFIED

ISO 9001

Sistema di gestione della qualità.

Reg. N. 19806 - A

KIWACERTIFIED

ISO 14001

Sistema di gestione ambientale.

Reg. N. 19806 - E

KIWACERTIFIED

ISO 45001

Salute e sicurezza sul lavoro.

Reg. N. 19806 - I

KIWACERTIFIED

UNI/PdR 125

Sistema di gestione per la parità di genere.

Reg. N. 19806 - PG

EMASCERTIFIED

EMAS

Gestione ambientale verificata, registrazione europea.

IT-002249

I certificati sono rilasciati a Ekonore S.r.l., iscritta alla Camera di Commercio di Milano per i servizi definiti dalla legge 82/1994 a norma del D.M. 274/1997. Sede legale Via Paleocapa 1, 20121 Milano · P.IVA 09730020964 · telefono 0584 433 198.

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