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Derattizzazione senza veleni per la casa

Leptospirosi e topi: come si prende davvero

È la malattia che viene citata per prima quando si parla di roditori, spesso con toni sproporzionati in entrambe le direzioni: c’è chi la considera una minaccia costante e chi la liquida come una leggenda. La leptospirosi esiste, è rara in Italia e si previene con misure semplici.

Vale la pena capire come si trasmette, perché la via di contagio spiega tutte le precauzioni sensate: il batterio viene eliminato con le urine degli animali infetti e ha bisogno di umidità per sopravvivere e di una mucosa o di una pelle non integra per entrare. Non passa toccando una superficie asciutta.

Qui trovi le vie di trasmissione, quali sintomi devono far pensare a un accertamento, chi è più esposto e cosa fare in casa. Con un avvertimento necessario: questo articolo informa, non diagnostica. Se hai avuto un’esposizione a rischio e stai male, il riferimento è il medico.

Chiusino di fognatura e caditoia su asfalto bagnato, ambiente tipico dei ratti
In sintesi

La leptospirosi si trasmette attraverso le urine degli animali infetti, non per contatto con l’animale in sé. Il batterio sopravvive in ambienti umidi, acqua stagnante e terreno bagnato, e penetra attraverso le mucose di occhi, naso e bocca o attraverso pelle non integra (tagli, abrasioni). I sintomi iniziali sono aspecifici e simili a un’influenza: febbre, mal di testa, dolori muscolari. Se hai avuto un’esposizione a rischio, riferiscilo esplicitamente al medico: senza quell’informazione la causa è difficile da individuare. La prevenzione è evitare il contatto con acque e materiali umidi contaminati, coprire le ferite e controllare i roditori.

Chiama lo 0584 433 198Leggi le recensioniRichiedi un sopralluogoQuesto articolo non sostituisce il parere medico · Valutazione gratuita

Cosa si rischia

Che cos’è la leptospirosi

La leptospirosi è una zoonosi di origine batterica, causata da batteri del genere Leptospira. Il termine zoonosi indica una malattia che può passare dagli animali all’uomo, e in questo caso il serbatoio principale sono i roditori, in particolare i ratti, ma non solo: anche cani, bovini e suini possono essere coinvolti.

Una zoonosi batterica, non un virus

L’aspetto che conta per la prevenzione è che gli animali portatori possono eliminare il batterio con le urine senza mostrare segni di malattia. Un ratto in apparente buona salute può essere una fonte, e questo rende inutile qualunque valutazione basata sull’aspetto dell’animale.

Il batterio è sensibile all’essiccamento e alla luce solare diretta: sopravvive bene in acqua dolce stagnante, fango e terreno umido, molto poco su una superficie asciutta e pulita. È la ragione tecnica per cui gli ambienti asciutti sono a rischio molto più basso.

In Italia i casi diagnosticati ogni anno sono un numero contenuto. Per i dati epidemiologici aggiornati e le schede informative il riferimento è l’ISS-EpiCentro, insieme alle pagine del Ministero della Salute.

Differenza tra topi e ratti: il ratto è la specie più coinvolta nella trasmissione della leptospirosi

In breve

Come si trasmette: le vie reali

Caditoia e acqua stagnante su strada, condizione favorevole alla sopravvivenza del batterio

Perché il contagio avvenga servono due cose contemporaneamente: materiale contaminato ancora umido e una porta di ingresso. Se manca una delle due, la trasmissione non si realizza.

Due condizioni devono verificarsi insieme

Il materiale contaminato è tipicamente acqua stagnante, fango, terreno bagnato o superfici umide dove sono state eliminate urine di animali infetti. Le porte di ingresso sono le mucose — congiuntiva, naso, bocca — e la pelle non integra: tagli, abrasioni, screpolature, pelle macerata da lunga permanenza in acqua.

Da questo derivano le precauzioni che hanno senso e quelle che non ne hanno. Ha senso non immergere mani nude in acqua stagnante di cantine o pozzetti, coprire tagli e abrasioni prima di lavorare in ambienti umidi, indossare guanti e stivali dove serve, non portare le mani al viso durante il lavoro.

Non ha senso, invece, temere il contatto con una superficie asciutta pulita, o pensare che il rischio si eviti disinfettando le mani dopo: la sequenza corretta è impedire il contatto, non rimediare.

Quando serve il tecnico

Sintomi e quando rivolgersi al medico

La forma iniziale si presenta con febbre, mal di testa, dolori muscolari, a volte disturbi gastrointestinali e arrossamento degli occhi. È un quadro aspecifico, sovrapponibile a decine di altre condizioni molto più comuni, e questo è precisamente il problema.

Il problema è che assomiglia a un’influenza

Esistono forme più severe, con coinvolgimento di fegato e reni, che richiedono assistenza ospedaliera. Il decorso non è prevedibile a priori e non dipende da quanto la persona si sente bene nelle prime ore.

Il periodo di incubazione è in genere di una o due settimane, con un intervallo più ampio possibile. È il motivo per cui una singola informazione cambia tutto: se hai avuto un’esposizione a rischio — lavoro in ambiente umido con presenza di roditori, contatto con acqua stagnante, un evento alluvionale — dillo esplicitamente al medico anche se è passato del tempo.

Quello che questo articolo non può e non deve fare è aiutarti a decidere se hai la leptospirosi. I sintomi sono troppo comuni e la diagnosi richiede accertamenti di laboratorio. La regola pratica è una sola: esposizione a rischio più febbre uguale valutazione medica, riferendo il contatto.

Guanti e dispositivi di protezione per lavorare in ambienti con presenza di roditori
Chiama lo 0584 433 198Scrivici su WhatsAppRichiedi un sopralluogoUn tecnico legge le tracce sul posto e ti dice cosa sta succedendo davvero

Con chi hai a che fare

Chi è più esposto

L’esposizione è legata alle condizioni, non alla sfortuna. I contesti professionali più citati sono quelli a contatto con acque, reti fognarie, terreni e animali: manutenzione di reti idriche e fognarie, agricoltura e zootecnia, lavori di sterro e sbancamento, gestione di rifiuti, attività di derattizzazione condotte senza protezioni adeguate.

Locale interrato e vano contatori, ambiente umido a maggior rischio in presenza di roditori

Sul fronte ricreativo, le attività in acque dolci naturali — fiumi, canali, laghi — durante o dopo periodi di piogge intense rappresentano una situazione descritta in letteratura, soprattutto quando ci sono abrasioni cutanee.

Contesti professionali

In ambito domestico i contesti a rischio più alto sono quelli umidi: cantine allagate, pozzetti, locali interrati con infiltrazioni, sottoscala umidi in presenza di roditori. Molto meno un soggiorno asciutto in cui è passato un topolino.

Situazioni domestiche e ricreative

Gli eventi alluvionali meritano una menzione a parte, perché mescolano tutti i fattori: acqua stagnante diffusa, roditori spostati dalle loro tane, persone che lavorano nel fango spesso senza protezioni e con abrasioni. È la situazione in cui le raccomandazioni delle autorità sanitarie diventano più insistenti.

Dicono di noiOltre 1.000 strutture e famiglie ci hanno già sceltoRecensioni pubbliche e verificate: non le selezioniamo noi, le scrivono i clienti su Trustpilot.
★★★★★Valutazione Eccellente · 4,8 su 5

Passo per passo

Cosa fare in casa: le precauzioni utili

Le precauzioni sensate derivano direttamente dal meccanismo di trasmissione, quindi sono poche e mirate. Non serve trasformare la casa in un ambiente sterile.

Tre regole che coprono la quasi totalità dei casi

La prima regola: non toccare a mani nude acqua stagnante o materiale umido in ambienti con presenza di roditori. Pozzetti, cantine con infiltrazioni, sottovasi, secchi dimenticati, vani interrati dopo una pioggia. Guanti impermeabili, non guanti monouso sottili.

La seconda: coprire tagli e abrasioni prima di lavorare in questi ambienti. Una medicazione impermeabile chiude la porta di ingresso più comune. La terza: non portare le mani al viso durante il lavoro e lavarle accuratamente dopo, prima di qualunque altra cosa.

✗ Esche nelle pareti

  • Guanti impermeabili per acqua stagnante e materiale umido
  • Ferite coperte con medicazione impermeabile
  • Mani lontane dal viso durante il lavoro
  • Nessun getto in pressione negli ambienti chiusi
  • Nessuna scopa e nessun aspirapolvere a secco
✓ Cattura agli sbocchi + esclusione

  • Inumidire prima, raccogliere con carta usa e getta
  • Detergente e poi disinfettante, con tempo di contatto
  • Stivali in cantine e locali interrati con acqua
  • Ridurre l’umidità: il batterio non sopravvive all’asciutto
  • Risolvere la presenza dei roditori invece di conviverci
Attenzione · Rischio reale

Come pulire dove ci sono state urine

Per la pulizia di superfici dove ci sono state urine, la sequenza è quella della sanificazione: inumidire con disinfettante, lasciare agire, raccogliere con carta usa e getta, poi detergente e infine disinfezione con il tempo di contatto corretto. Mai spazzare né aspirare a secco, e in questo caso mai usare getti d’acqua in pressione, che nebulizzano il materiale.

Topi ed effetti dei rodenticidi: cosa accade dopo l’ingestione dell’esca
I danni che restano quando il problema non viene chiuso davvero

Il resto della gestione è quella descritta nell’articolo sulla sanificazione dopo un’infestazione di topi, che vale integralmente anche in questo contesto.

Chiama lo 0584 433 198Scrivici su WhatsAppRichiedi un sopralluogoInterventi certificati ISO 9001 e ISO 14001 · compatibili con la casa e gli animali
Il metodo Ekonore

Il metodo Ekonore senza veleni

Sul fronte sanitario l’obiettivo di un intervento non è solo eliminare gli animali: è ridurre l’esposizione. E l’esposizione dipende da dove passano, quali ambienti umidi frequentano e quanto a lungo restano.

Ridurre l’esposizione, non solo il numero

Il nostro metodo non usa rodenticidi. Gli esemplari vengono rimossi fisicamente con dispositivi sui camminamenti reali, e ogni cattura viene registrata. C’è un vantaggio specifico rispetto a questo tema: nessuna carcassa resta in un ambiente umido a decomporsi, cosa che con le esche accade regolarmente in intercapedini e vani interrati.

Il secondo elemento è la chiusura dei varchi, che interrompe l’accesso agli ambienti a rischio più alto: cantine, pozzetti, locali contatori, vani tecnici interrati. È l’intervento che riduce l’esposizione in modo permanente.

Zero rodenticidinegli ambienti interni, mai
Catture tracciateogni dispositivo numerato e registrato
Sicuro per bambini e animalinessun residuo sulle superfici
Stazione di monitoraggio installata in un locale interrato con presenza di roditori
Stazione di monitoraggio installata in un locale interrato con presenza di roditori.

Perché chiamare noi

Perché il rischio si riduce così

La leptospirosi non è un allarme teorico: si trasmette attraverso l'urina dei roditori, e basta una superficie umida o un ristagno per portarla dove non dovrebbe arrivare. Interveniamo per chiudere la fonte e bonificare, non solo per catturare qualche esemplare.

Le foto qui sotto sono nostri interventi reali, non immagini d’archivio.

IN CASAIntervento Ekonore: nessun veleno dove vivi
Nessun veleno dove viviDentro casa usiamo solo cattura meccanica e monitoraggio. Nessun rischio per bambini e animali domestici, nessuna carcassa che marcisce dentro un muro.
PERIMETROIntervento Ekonore: si chiude da fuori
Si chiude da fuoriIl roditore entra da un varco: bocca di lupo, passaggio di tubazioni, sottoporta. Intercettiamo fuori e sigilliamo, altrimenti la pressione rientra.
BONIFICAIntervento Ekonore: dopo la rimozione, la pulizia
Dopo la rimozione, la puliziaEscrementi e urina vanno rimossi in sicurezza: è la parte che riduce davvero il rischio sanitario, e quasi nessuno la fa.
TRACCIABILITÀIntervento Ekonore: ti lasciamo per iscritto cosa è stato fatto
Ti lasciamo per iscritto cosa è stato fattoVerbale di ogni passaggio, con posizione dei dispositivi e azioni correttive. Nessuna promessa a voce.
  • Impresa iscritta al Registro delle Imprese per i servizi della L. 82/1994, non un generico «disinfestatore».
  • Valutazione tecnica con identificazione della specie e mappa dei varchi, prima di qualsiasi preventivo.
  • Piano scritto e firmato dalla responsabile scientifica, Dott.ssa Linda Abenaim, entomologa (PhD).
  • Certificazioni con numero di registrazione verificabile.
  • Recensioni pubbliche su Trustpilot: non le selezioniamo noi.

Il modo più veloce per capire cosa serve è farci dare un’occhiata: chiamaci allo 0584 433 198 oppure scrivici, ti richiamiamo noi.

Come funziona

Come si riduce l’esposizione

Nei contesti dove il tema sanitario è centrale — cantine, locali interrati, attività alimentari — il sopralluogo si concentra anche sulle condizioni di umidità, che determinano quanto il rischio è concreto.

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1 · Sopralluogo, tracce e valutazione degli ambienti umidi Identificazione della specie, del percorso dentro l’intercapedine e di tutti i punti di uscita, con ispezione dei cavedi e dei passaggi impiantistici.
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2 · Mappa dei percorsi e degli accessi ai locali a rischio Postazioni di multicattura installate sugli sbocchi reali e riportate in planimetria, senza rodenticidi negli ambienti di vita.
3
3 · Rimozione degli esemplari senza rodenticidi Controlli a cadenza programmata con registrazione di data, postazione, specie e numero di esemplari.
4
4 · Sigillatura dei varchi verso cantine e vani interrati Sigillatura di cavedi, passaggi di tubazioni e fessure con reti in acciaio inox e malta: mai prima, per non murare esemplari vivi.
5
5 · Sanificazione e verifica finale Cibo, acqua e accessi esterni messi sotto controllo per togliere ai roditori il motivo di risalire.
Tecnico disinfestatore mostra il preventivo di derattizzazione al cliente in cucina

Cinque fasi, con attenzione agli ambienti umidi

La valutazione iniziale è sempre gratuita. Il sopralluogo tecnico, quando necessario, ha un costo che viene scalato dal prezzo dell'intervento finale.

Senti rumori dentro il muro o sopra il controsoffitto?

Un tecnico specializzato individua il percorso e i punti di uscita senza demolire, e ti propone un piano bio senza veleni, compatibile con bambini e animali domestici.

Errori da evitare

Gli errori più comuni

Sono errori che aumentano l’esposizione proprio nel momento in cui si cerca di ridurla.

Da evitare assolutamente

  • Lavare con idropulitrice una cantina contaminata: nebulizza il materiale invece di rimuoverlo
  • Svuotare a mani nude pozzetti e secchi con acqua stagnante
  • Lavorare con tagli scoperti in ambienti umidi con presenza di roditori
  • Usare esche in vani interrati: la carcassa resta in ambiente umido
  • Ignorare l’umidità: risolvere un’infiltrazione riduce il rischio più di qualunque disinfettante
  • Non riferire l’esposizione al medico in caso di febbre: è l’informazione che orienta la diagnosi

Casi veri

Casi reali documentati

Condominio con cantine allagate, provincia di Lucca. Presenza di ratti nei locali interrati e acqua stagnante ricorrente. Oltre al monitoraggio senza rodenticidi abbiamo segnalato all’amministratore la necessità di risolvere l’infiltrazione: è la misura che abbassa davvero il rischio.

Azienda agricola, Versilia. Presenza di roditori nei locali di stoccaggio e personale che movimentava materiale umido senza guanti. Intervento tecnico più revisione delle procedure interne: guanti impermeabili, ferite coperte, lavaggio mani obbligatorio.

Chiusino e caditoia, punti di collegamento tra reti fognarie e ambienti interrati

Caso 1 · Stabilimento alimentare, PiemontePerimetro esterno presidiato con 22 postazioni di sicurezza ancorate e area interna coperta da 14 dispositivi di multicattura, integrati da lampade UV e trappole a feromoni. Soglia di allarme fissata a un solo esemplare per postazione: al superamento scatta l’azione correttiva immediata. Il perimetro intercetta prima che il problema entri.
Punti di ingresso dei roditori negli edifici da individuare e chiudere

Caso 2 · Piattaforma logistica alimentare, CalabriaSette postazioni esterne a presidio del perimetro e diciassette postazioni interne convertite da esca a multicattura, con lampade UV e trappole a feromoni per il monitoraggio degli infestanti volanti. La conversione elimina il rodenticida dagli ambienti frequentati e rende ogni cattura tracciabile e verificabile in audit.

Attività alimentare, provincia di Pisa. Tracce in un vano tecnico con condensa. Chiusura dei varchi verso il vano e riduzione dell’umidità hanno reso l’ambiente inospitale sia per gli animali sia per il batterio.

Chiama lo 0584 433 198Scrivici su WhatsAppRichiedi un sopralluogoParla con chi progetta il piano, non con un call center
Testimonianze
Sentivamo correre sopra il controsoffitto tutte le notti

«Avevamo già provato le esche in cucina, senza risultato: il rumore continuava. Il tecnico ha capito che il passaggio era dietro la colonna di scarico e ha messo i dispositivi proprio lì, non in cucina. Due catture, un mese di controlli, poi ha sigillato. Non abbiamo aperto nemmeno un pezzo di cartongesso.»

Famiglia M. · Appartamento con controsoffitto, provincia di Lucca

Chiudere gli accessi

Prevenzione strutturale

La prevenzione contro questa zoonosi coincide in gran parte con la prevenzione contro i roditori, con un elemento in più che pesa molto: l’umidità.

Asciutto, chiuso, senza cibo

Il primo intervento è quindi ridurre l’acqua ferma: risolvere infiltrazioni in cantina, svuotare sottovasi e contenitori, sistemare pozzetti che ristagnano, verificare gli scarichi. Un ambiente asciutto è un ambiente in cui il batterio non sopravvive a lungo, indipendentemente dalla presenza di animali.

Il secondo è la chiusura fisica degli accessi ai locali interrati e ai vani tecnici: rete metallica a maglia fine su griglie e bocche di lupo, sigillanti adeguati sui passaggi degli impianti, chiusini integri. Il terzo è la gestione del cibo e dei rifiuti, che riduce l’attrattività dell’area.

Nelle attività professionali si aggiunge la parte procedurale: guanti impermeabili, ferite coperte, lavaggio delle mani, divieto di getti in pressione negli ambienti chiusi. L’elenco strutturale completo è nella guida su come prevenire i topi.

Compostiera e materiale accumulato in giardino, condizioni che attirano i roditori
Il metodo, in video

Guarda come lavoriamo

Due video per vedere come lavoriamo davvero: dispositivi a multicattura al posto delle esche, e i controlli che dicono quando il problema è chiuso.

Derattizzazione HACCP senza veleni — il protocollo bio certificato per cucine, magazzini e aree di servizio.
Monitoraggio degli infestanti — come funziona il piano che tiene sotto controllo la struttura tutto l’anno.

Dicono di noi

Chi ha risolto un problema di roditori in casa

Recensioni pubbliche e verificate su Trustpilot: non le selezioniamo noi.

Valutazione Eccellente · 4,8 su 5

★★★★★

Ottimo servizio, efficace e competente.

Maurizio Coccia

★★★★★

Servizio impeccabile. Precisi, puntuali e professionali.

Stefano Corvara

★★★★★

Intervento efficace e puntuale, professionale. Grazie.

Cliente verificato

★★★★★

Personale molto educato, competente e collaborativo.

Enrico

Dott.ssa Linda Abenaim, entomologa Ekonore

Il nostro team · A cura di

Dott.ssa Linda Abenaim — Entomologa

Entomologa e responsabile tecnica dei piani di monitoraggio Ekonore. Coordina interventi di derattizzazione ecologica su abitazioni private, aree verdi e stabilimenti alimentari, dove i piani di controllo dei roditori vengono verificati in audit secondo gli standard HACCP, BRCGS, IFS e ISO 22000.

Il principio è sempre lo stesso: un intervento vale quanto i dati che produce. Se non sai quanti esemplari hai catturato, dove e quando, non stai risolvendo un problema: lo stai rimandando.

ISO 9001ISO 14001Reg. CE 852/2004HACCPL. 82/1994D.M. 274/1997

Le domande che ci fate

Domande frequenti sulla leptospirosi

Il batterio viene eliminato con le urine degli animali infetti e sopravvive per un certo tempo in ambienti umidi, in acqua stagnante e nel terreno bagnato. L’ingresso nell’organismo avviene attraverso le mucose (occhi, naso, bocca) o attraverso la pelle non integra, cioè tagli, abrasioni e macerazioni. Non si trasmette per contatto casuale con una superficie asciutta.

La forma iniziale somiglia a una sindrome influenzale: febbre, mal di testa, dolori muscolari, a volte disturbi gastrointestinali e arrossamento oculare. Esistono forme più severe con coinvolgimento di fegato e reni. Poiché i sintomi sono aspecifici e sovrapponibili a molte altre condizioni, la diagnosi richiede il medico: se hai avuto un’esposizione a rischio e compare febbre, riferisci esplicitamente il contatto.

Il periodo di incubazione è in genere di una-due settimane, con un intervallo più ampio possibile. È il motivo per cui va segnalato al medico un contatto avvenuto anche diverse settimane prima: senza quell’informazione una febbre aspecifica difficilmente viene ricondotta a questa causa.

No, i casi diagnosticati ogni anno in Italia sono un numero contenuto, concentrato in situazioni di esposizione specifica: attività a contatto con acque o terreni contaminati, eventi alluvionali, alcune categorie professionali. Rara non significa però irrilevante, perché le forme severe esistono e la prevenzione è semplice.

In Italia non è prevista una vaccinazione di routine per la popolazione generale. Per il cane esiste una vaccinazione veterinaria, argomento da discutere con il veterinario. Per le persone la prevenzione si basa sull’evitare il contatto con acque e terreni potenzialmente contaminati e sul controllo dei roditori.

La presenza di roditori aumenta l’esposizione potenziale, ma il rischio concreto dipende dalle condizioni: ambienti asciutti e superfici pulite riducono molto la sopravvivenza del batterio. Le misure sensate sono tre: non toccare a mani nude materiale umido o acqua stagnante, coprire tagli e abrasioni, e risolvere la presenza dei roditori invece di conviverci.

Il batterio viene eliminato con le urine degli animali infetti e sopravvive per un certo tempo in ambienti umidi, in acqua stagnante e nel terreno bagnato. L’ingresso nell’organismo avviene attraverso le mucose (occhi, naso, bocca) o attraverso la pelle non integra, cioè tagli, abrasioni e macerazioni. Non si trasmette per contatto casuale con una superficie asciutta.

La forma iniziale somiglia a una sindrome influenzale: febbre, mal di testa, dolori muscolari, a volte disturbi gastrointestinali e arrossamento oculare. Esistono forme più severe con coinvolgimento di fegato e reni. Poiché i sintomi sono aspecifici e sovrapponibili a molte altre condizioni, la diagnosi richiede il medico: se hai avuto un’esposizione a rischio e compare febbre, riferisci esplicitamente il contatto.

Il periodo di incubazione è in genere di una-due settimane, con un intervallo più ampio possibile. È il motivo per cui va segnalato al medico un contatto avvenuto anche diverse settimane prima: senza quell’informazione una febbre aspecifica difficilmente viene ricondotta a questa causa.

No, i casi diagnosticati ogni anno in Italia sono un numero contenuto, concentrato in situazioni di esposizione specifica: attività a contatto con acque o terreni contaminati, eventi alluvionali, alcune categorie professionali. Rara non significa però irrilevante, perché le forme severe esistono e la prevenzione è semplice.

In Italia non è prevista una vaccinazione di routine per la popolazione generale. Per il cane esiste una vaccinazione veterinaria, argomento da discutere con il veterinario. Per le persone la prevenzione si basa sull’evitare il contatto con acque e terreni potenzialmente contaminati e sul controllo dei roditori.

La presenza di roditori aumenta l’esposizione potenziale, ma il rischio concreto dipende dalle condizioni: ambienti asciutti e superfici pulite riducono molto la sopravvivenza del batterio. Le misure sensate sono tre: non toccare a mani nude materiale umido o acqua stagnante, coprire tagli e abrasioni, e risolvere la presenza dei roditori invece di conviverci.

Prova, non promessa

I nostri numeri

Le nostre certificazioni, con i numeri di registrazione

Nel nostro settore le certificazioni si mostrano come loghi in fondo alla pagina. Noi le scriviamo una per una, con il numero di registrazione: così le puoi verificare e non devi fidarti di un’immagine. Ente di certificazione: Kiwa.

KIWACERTIFIED

UNI EN 16636

Servizi di controllo e gestione delle infestazioni. Base del marchio CEPA Certified.

ALI 02122 - PM

KIWACERTIFIED

ISO 9001

Sistema di gestione della qualità.

Reg. N. 19806 - A

KIWACERTIFIED

ISO 14001

Sistema di gestione ambientale.

Reg. N. 19806 - E

KIWACERTIFIED

ISO 45001

Salute e sicurezza sul lavoro.

Reg. N. 19806 - I

KIWACERTIFIED

UNI/PdR 125

Sistema di gestione per la parità di genere.

Reg. N. 19806 - PG

EMASCERTIFIED

EMAS

Gestione ambientale verificata, registrazione europea.

IT-002249

I certificati sono rilasciati a Ekonore S.r.l., iscritta alla Camera di Commercio di Milano per i servizi definiti dalla legge 82/1994 a norma del D.M. 274/1997. Sede legale Via Paleocapa 1, 20121 Milano · P.IVA 09730020964 · telefono 0584 433 198.

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